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Antica nel suo spirito, la Confraternita dei Crociferi é tornata da poco alla luce per volontà e pronunciamento solenne di alcuni Cavalieri, convinti che non si possa procedere nel terzo Millennio con le contraddizioni del passato. Siamo certi che sia necessario recuperare il senso etico per combattere il materialismo, l'opportunismo e l'egoismo che corrompono la società di oggi e le generazioni più giovani.
Da posizioni laiche e con l'aiuto dei confratelli ecclesiastici, seguendo gli insegnamenti del Cristo, vogliamo recuperare gli antichi valori della Cavalleria Crociata, nel tentativo convinto di aiutare Santa Romana Chiesa a portare luce nel mondo.
Il nostro impegno nella vita di tutti i giorni trova espressione in due branche operative:
L'Associazione Fratres S. Cruciferi e la Confraternita dei Cavalieri Cruciferi, entrambe aperte a tutti coloro che si professano di fede cattolico-cristiana.
Cliccate qui se volete leggere il nostro statuto.
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Associazione Fratres S. Cruciferi
Legalmente registrata, si occupa di promuovere tutte quelle iniziative culturali - conferenze, seminari, dibattiti ecc. -al fine di fornire delle informazioni serie e documentate in merito ai temi della Cristianità, delle Crociate, dei Templari, del Graal, e di quanto é riconducibile a quel patrimonio di conoscenze e di esperienze di cui é rimasto solo qualche traccia.
Il nostro obiettivo é quello di risvegliare non la curiosità, ma un sincero interesse verso l'approfondimento di queste tematiche sulle quali, anche recentemente, si é sviluppata una vastissima letteratura fantasiosa e romanzata.
Chi ha avuto modo di seguire i convegni, le mostre e le conferenze promosse dalla nostra associazione, avrà avuto un riscontro a quanto sopra affermato.
Tale impegno è per noi prioritario e continueremo a compierlo anche nel futuro.
Sodalitas Equites Cruciferi - Confraternita
E' una associazione onlus che, pur nel rispetto dello statuto dell'Associazione Fratres S. Cruciferi di cui fa parte, si organizza e si riunisce autonomamente. Le Insegne sono contraddistinte dai colori nero al basso e bianco all'alto in eguali proporzioni e recanti il motto:
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Ut Sint Unum

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Da LUX Numero 1
Febbraio 1998
La ragione di "essere”.
È certamente stridente, proporre, alla soglia del terzo millennio, una rivisitazione del medioevo. Soprattutto se si considera l'attuale sviluppo tecnologico e gli ampi progressi raggiunti dalla ricerca in tutti i campi della scienza. Ma non possiamo ignorare che a parità di tanto apparente rinnovamento, è corrisposta una profonda caduta dei valori, che per secoli hanno fissato i punti cardinali dell'esistenza. Probabilmente la società di domani, sarà costretta, suo malgrado, a consumare sempre di più, a correre di più, a seguire tendenze e mode che ridurranno la loro comparsa sulla scena ad una sola stagione. Questa folle corsa provoca le inquietudini e le ansie, che hanno sempre caratterizzato ogni civiltà, all'apice della sua vanità, prima della fatale disgregazione. Non si tratta di un distacco tra diverse generazioni, oppure d'incomprensioni per un improvviso mutamento del linguaggio, di costumi e di opposte abitudini. Anzi il pianeta terra tende sempre di più alla globalizzazione dei mercati, all'uniformità dell'immagine, ai comportamenti di massa.
La presunzione di questo progetto, consiste nell'affidare al mercato ed ai beni di consumo il compito di colmare i vuoti, che si sono venuti a creare con l'assenza dei valori, sostituendo così l’”Essere” con l’”Avere”. È fatale quindi che nella falsa unità estetica, si perda gran parte delle peculiarità individuali, vera ricchezza dell'uomo. In questo processo di decadimento non è nemmeno esente anche l'aspetto religioso dell'umanità, oggi molto aperta e disponibile all'accoglimento di nuove tendenze e disparate proposte, col risultato di produrre uno stato di confusione promosso da gruppi eretici e conventicole, che pur ispirandosi sempre a un Dio unico e supremo, propongono infiniti distinguo e percorsi non certamente limpidi. La tendenza a proseguire in questa folle corsa, è da molti considerata ineluttabile, in quanto frutto e conseguenza necessaria del "Progresso", nel cui nome tutto può essere giustificato. Ecco perché la nostra "Confraternita" tenta di offrire in opposizione alla decadenza del presente, l'antico percorso che il nostro Re, la cui gloria risplende sul Golgota, duemila anni fa, ha tracciato in modo indelebile ed inequivocabile. Con Lui, e con Santa Romana Chiesa, crediamo sia possibile continuare a battersi perché la Fede, la Carità Cristiana, la Solidarietà e l'impegno nella società siano gli scopi principali a cui dedicare la nostra esistenza. Siamo profondamente convinti che l'uomo non possa camminare verso il domani, se non conserva parte di ieri, come riferimento e base per costruire un possibile futuro.
La "Tradizione" non è soltanto fonte di conoscenza, è altresì elemento unificante di un tempo più vasto, che supera il contingente per assurgere ad elemento universale. Questa sottile quanto infinita linea di congiunzione è l'impronta del cammino, che a volte nella storia si presenta in forma evidente, a volte in modo più nebuloso ed offuscato. Rispetto alle fitte nebbie del presente è opportuno riproporre anche l'eco del medioevo, che forse può con il riflesso dello scudo e della lama, emblemi dell'antica Cavalleria di spirito e di onore, gettare un bagliore di luce contro la cupa ombra della notte.
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Fabio Giovanni Giannini |
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Padre Simone Maria Rolandi, S. E. Mons. Alessandro Rudi,
Don Gabriele Amorth, Don Emiliano Redaelli, Padre Andreè Notelaers. |
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Padre Andreè Notelaers (O.S.C.)
Fr. Marcel Smits (O.S.C.) |
S.B. Raphaël I Bidawid,
Grand’Ufficiale della Confraternita dei Cavalieri Crociferi. |
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| Don Gabriele Amorth benedice le fasce della Confraternita dei Cavalieri Crociferi. |
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Don Luciano Daffra (Torricella Verzate PV)
a sx di Don Gabriele Amorth |
| Don Sante Felici, Abate di Farneta (arezzo) |
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La nostra Sede.
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Nella campagna cremonese, a Spino d'Adda, il pellegrino si imbatte in questa chiesa, santuario da diversi secoli.
Si ha sua menzione dal XIV secolo, per via di un atto notarile in data 5 maggio 1350.
È disposta su tre livelli: in basso la cripta, sito più antico, il piano terreno a navata unica, che occupa circa i due terzi della lunghezza del tempio, il piano superiore dove è ubicato l'altare maggiore, cui si accede da ampie scale in stile barocco.
Nella cripta è conservata la riproduzione dei ceppi, reliquia del Miracolo Mariano qui avvenuto.
Cronache storiche narrano di un prigioniero scortato da due guardie che, durante una sosta in questo luogo, trovò la libertà per intercessione della Vergine, da lui invocata L'uomo vide cadere le manette dai polsi e i soldati cercarlo invano nonostante la breve distanza tra loro.
La chiesa è sorta in ricordo di tale evento.
Dal 26 giugno 1999 è sede ufficiale della Confraternita dei Cavalieri Crociferi..
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